Metodo di Visualizzazione immaginativa con rilassamento guidato

“Le tecniche immaginative guidate utilizzate in Psicoterapia Individuale possono attivare e sostenere lo sviluppo di nuovi atteggiamenti e qualità personali” (Guggisberg & Nocelli, 2011).

Il termine immagine deriva dal latino imago che significa fantasia: immaginare significa letteralmente “portare a rappresentazione”.

Metodo della visualizzazione immaginativa con rilassamento guidato in Psicoterapia Biosistemica Individuale

I processi neuropsicologici coinvolti nella modalità di visualizzazione immaginativa guidata (VIG) sono quelli relativi all’intelligenza visiva, secondo cui il nostro cervello ha la tendenza ad attivare, attraverso stimoli immaginativi, le stesse aree messe in azione da stimoli reali, con la possibilità, per esempio, di produrre quei micromovimenti oculari distensivi che permettono l’abbandono delle tensioni muscolari a livello oculare (riflesso ideomotorio).

La capacità dell’elemento ideativo (immagine, pensiero, idea) è quello di produrre “formazioni”, cioè modificazioni psicofisiche di antistress, definita ideoplasia o concentrazione psichica passiva (Lindemann, H., 2003).

Recenti evidenze basate sulla ricerca (Ferraye et al., 2014) riprendendo e ampliando i contributi relativi al concetto di Motor Imagery (Jannerod, 1994, 1997) e dimostrano che, quando si immagina un movimento, si effettuano “esercizi” che stimolano diverse aree cerebrali, quali la corteccia motoria, i attraverso la fantasia e le immagini per giungere, come diceva il regista russo Mejerchol’d (Valentini, 2007), “all’ascolto senza una sola parola e al movimento senza un solo gesto”.

I preziosi contributi della Psicosintesi (www.psicosintesi.it), orientamento di derivazione psicoanalitica il cui fondatore è stato lo psichiatra Roberto Assaggioli, evidenziano come le immagini e i simboli sono il linguaggio prediletto della trasformazione e del cambiamento; le nostre emozioni, radicate profondamente nel corpo e nelle strutture del sistema nervoso, possono essere più facilmente traducibili in immagini piuttosto che in parole. Il lavoro di immaginazione favorisce le importanti connessioni tra l’emisfero sinistro e l’emisfero destro del cervello, e apre la strada verso nuove possibilità integrative biopsicoemozionali (Cozolino, 2007). È ormai largamente condiviso (Caldironi & Widmann, 1980; Reddemann, 2004, 2006; Kirchlechner, 2008) che i metodi che danno spazio alle immagini costituiscono uno straordinario strumento per entrare in comunicazione con la sfera emozionale inconscia e una potente chiave d’accesso al mondo fantasmatico.

L’utilizzo combinato del rilassamento e delle immagini favorisce una migliore integrazione del linguaggio logico e analogico, e produce un’azione di risveglio della nostra multisensorialità: conduce la mente a percorrere i circuiti della memoria implicita, “rallenta” l’attività cognitiva dell’emisfero sinistro del cervello ed esalta le funzioni sensoriali dell’emisfero destro. Quando lo stress e l’ansia interferiscono con il normale funzionamento dell’organismo, le visualizzazioni immaginative, la meditazione, la tecnica delle parole evocative e i vari metodi di rilassamento sono strumenti utili per cercare di ristabilire l’equilibrio interiore.

La scelta della categoria della visualizzazione, o tema narrativo, deve basarsi sulle caratteristiche del soggetto a cui si propone la VIG (Caldironi & Widmann, 1980). Le categorie, per utilità didattica, sono 4 e ogni categoria contiene un gruppo di temi affini che, sollecitati, sviluppano diverse aree esplorative.

Sarà quindi l’esperienza e l’attenzione del terapeuta che guiderà la scelta del tipo di VIG: il ricevimento di un pacco dono, l’incontro con la propria immagine di quando si era bambini; l’immagine di una villa abbandonata di cui ci si prende cura e che a poco a poco torna abitabile; la salita su una montagna e l’incontro con una persona saggia in attesa sulla sua cima. E ancora: metafore generali, quali una strada o un sentiero, un lago, una grotta, una gabbia, un pozzo o una caverna (www.biosistemica.net).

È importante ricordare che la tecnica della visualizzazione immaginativa guidata non deve essere utilizzata con soggetti che mancano di una salda percezione dell’IO (sospetta psicosi) e con coloro che fanno già ampio uso dell’immaginazione come fuga dalla realtà.

Visualizzazione immaginativa guidata

1. Introduzione

Tramite il rilassamento guidato delle parti del corpo mediante il respiro, il terapeuta conduce il soggetto a uno stato di rilas- samento profondo responsabile della riduzione del campo di co- scienza, un allentamento della concentrazione attiva e vigile che può condurre a contattare parti di sé innovative e “risananti”.

2. Livello di simbolizzazione

Il terapeuta procede, offrendo al paziente “un’insieme di immagini e messaggi analogici fertili e nutritivi, rendendo possibili esperienze di rilevante importanza terapeutica” (Widmann, 2004).

3. Colloquio finale

Si propone come “spazio di mediazione del simbolico entro il reale”. A tale livello nale di “coscientizzazione” (ibid.) si evidenziano le funzioni di:

  • insight, attribuzione di senso tramite accettazione, scoperta e potenziamento della propria dimensione esistenziale;
  • metabolizzazione attraverso momenti chiari cazione e di orientamento;
  • ricondizionamento, con la ricerca di comportamenti e azioni nuovi, e l’abbandono dei vecchi modelli;
  • partecipazione attiva, intesa come mobilizzazione dell’intervento personale volitivo e attivo per fronteggiare determinate situazioni.