Curare fissazioni, ossessioni, manie

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Soffri di disturbi ossessivo-compulsivi? Desideri cure e supporto di uno Psicoterapeuta?
La dott.ssa Finelli può riceverti, a Bologna e provincia, per sedute mirate alla gestione e alla possibile risoluzione delle tue fissazioni, ossessioni o manie.

paolafin@gmail.com

Come curare fissazioni, ossessioni, manie

La Psicoterapia è il percorso elettivo per curare fissazioni, ossessioni e manie poichè è ampiamente riconosciuto il ruolo chiave dell’inconscio nella genesi dei pensieri ossessivi.
I sintomi di copertura come le ossessioni hanno la funzione di proteggere i contenuti inconsci e non lasciarli emergere: quando questo scopo viene meno, salta anche la funzione del sintomo e quindi il sintomo stesso.

Ricostruire e analizzare il senso e lo sviluppo di quanto affligge, apre alla possibilità di un intervento risolutivo da attuarsi alla radice del problema, dove l’obiettivo è quello di rendere conscio l’inconscio, accompagnando con sensibilità la persona nell’affrontare ciò che realmente teme o desidera.

Spesso inizialmente la cura si limita alla “gestione del sintomo” (Tecnica di Depotenziamento) in quanto si teme che un percorso di Psicoterapia renderebbe ancora più rimuginativi. In realtà si verifica l’Effetto Paradosso: tanto più si porta alla luce ciò che genera e alimenta il pensiero ossessivo quanto più il sintomo si scioglie come neve al sole, poichè, una volta sottratto all’area dell’inconsapevolezza, non ha più motivo di esistere.

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Strategie di gestione per la persona affetta da fissazioni, ossessioni e/o manie

I seguenti suggerimenti, possono contribuire ad allentare la morsa delle sofferenze sia per la persona che per la famiglia.

Suggerimenti per la persona

  • prendere Carta e penna: qualora gli interrogativi e i dubbi assillano ripetutamente la persona portatrice della sofferenza (per esempio: “ho chiuso la manopola del gas?”; “Ho controllato che a casa sia tutto in ordine?”; “Ho chiuso la porta a chiave?”,…) o ancora, su un pensiero (“ho fatto del male del qualcuno?”), scrivere nero su bianco l’azione compiuta sotto forma di “elenco” da depennare oppure dubbi seguiti dalle risposte. L’utilizzo della scrittura può così rivelarsi preziosa alleata.
  • “evitare di evitare”: i rituali messi in atto dalla persona con disturbo ossessivo-compulsivo possono essere altamente estenuanti e distruttivi portando il soggetto ad evitare tutte le situazioni che potrebbero innescare le compulsioni. La difesa dell’evitamento produce inizialmente un’immediata sensazione di sollievo, mentre nel medio e lungo termine evitare tali situazioni alimenta il problema stesso, incrementando il circolo involutivo dell’ansia.

Suggerumenti per la famiglia

  • valorizzare ogni piccolo cambiamento: utilissimo che i familiari sostengano la persona in ogni minimo cambiamento positivo: incoraggiare la persona infondendole fiducia, contribuisce a sradicare il circolo vizioso, anche durante i “normali” periodi di ricaduta.
  • evitare di aiutare, sostituirsi e colpevolizzare: evitare di “aiutare” il familiare nell’esecuzione dei rituali di comportamento, sapendo che il tentativo di alleviarne la sofferenza “sostituendosi” nello svolgimento dei rituali, in realtà non fa altro che peggiorare il problema stesso. Evitare inoltre di colpevolizzare la persona facendola sentire “sbagliata e/o diversa”.
  • evitare il tentativo di spiegazioni: tentare di spiegare al proprio familiare l’infondatezza e l’irrazionalità delle ossessioni e delle compulsioni, rappresenta una modalità che, paradossalmente, contribuisce ad incrementare il disturbo della persona, oltre che a creare un generale clima di di sfiducia. E’ consigliabile, pertanto, evitare di cercare di spiegare o convincere “razionalmente” la persona.

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Possedere dei piccoli rituali ai quali ci affidiamo nei momenti difficili della nostra vita è pressochè condiviso; se però il problema arriva a inficiare quasi totalmente la quotidianità della persona e di chi gli sta intorno, diventa importante valutare la possibilità di chiedere una consulenza al Professionista Psicoterapeuta.

Il disturbo Ossessivo-Compulsivo è un Disturbo d’Ansia parecchio diffuso e fortemente invalidante che si contraddistingue per:

  • pensieri ossessivi: presenza costante e coatta di pensieri, impulsi, numeri, immagini, che si presentano con una forte un’intrusività e assiduità nella mente della persona tale da indurla a sperimentare un’intensa sensazione di ansia e angoscia, allarme e preoccupazione.
  • compulsioni: rituali di comportamento (gesti o azioni ripetitive) o di pensiero (ripetizione di formule magiche, vecchie filastrocche “porta fortuna”, preghiere, parole) che la persona avverte di dovere per forza mettere in atto, per evitare di essere colta da presagi catastrofici e attacchi d’ansia.

Coloro che riportano questa sofferenza (fissazioni, ossessioni e/o manie), esperita sovente con forte senso di vergogna, lamentano l’incapacità di interrompere l’esecuzione dei rituali pur confidando di essere consapevoli dell’infondatezza dei loro pensieri o dei comportamenti ritualizzati.

Nonostante il loro tentativo di mascherare e nascondere i rituali a familiari e amici, non sempre chiedono immediatamente un sostegno psicologico, arrivando, nei casi più gravi, a una vera e propria escalation dove tali “intrusioni” finiscono con l’occupare gran parte della giornata. Il rischio è quello di coinvolgere involontariamente famigliari e amici che, alle volte, vivono la faticosa condizione di dover organizzare e adattare la propria vita quotidiana in funzione dei rigidi e scanditi “comportamenti” di chi è affetto dal disturbo.

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