Laboratorio di Mindfulness

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Mindfulness è attenzione intenzionale, momento per momento, senza giudicare e senza pretendere di sapere. ( Jon Kabat Zinn)

Il Laboratorio Mindfulness si svolge a cadenza settimanale della durata di un’ora in piccolo gruppo ed ha come obiettivo principale quello di fare acquisire la padronanza delle modalità proposte nei vari incontri e la possibilità di portarle avanti autonomamente nella propria quotidianità. Attraverso la progressiva familiarità con la risorsa a costo zero che tutti abbiamo a disposizione ma che troppo spesso dimentichiamo di avere, il Respiro, possiamo divenire consapevoli rispetto ai nostri processi mentali, emotivi e fisici.
Lo sviluppo della consapevolezza di Sè, mediata dal lavoro corporeo, consente progressivamente di riconoscere i segnali di Distress (o stress negativo) che il nostro organismo ci invia, dandoci l’opportunità di fronteggiarli in modo diverso dal solito.

Nel Laboratorio Mindfulness vengono proposte sia pratiche formali della meditazione Mindfulness, quali:

  • Body Scan Meditation, meditazione svolta in posizione supina;
  • Gentle Hatha Yoga, pratica di gentilezza che riguarda la consapevolezza corporea;
  • Sitting Meditation, insieme di tecniche in posizione seduta per focalizzare l’attenzione sul respiro, sulle sensazioni e sulle percezioni corporee, sui pensieri, emozioni e sentimenti;
  • Walking Meditation, la camminata consapevole in ascolto dei movimenti che avvengono durante l’esperienza,

sia metodi “informali” che consistono in meditazioni immaginative guidate con l’ausilio della musica finalizzate all’acquisizione di consapevolezza sia degli eventi piacevoli e spiacevoli di cui facciamo esperienza, sia del proprio respiro e delle altre risorse psico-corporee.

Qualche chiarimento in più su cos’è la Mindfulness

Mindfulness è un termine che può essere tradotto con consapevolezza, ma in un senso particolare. Non è semplice descriverlo a parole poiché si riferisce prima di tutto a un’esperienza personale e diretta dove il prestare attenzione a ciò che accade nel momento stesso in cui si vive con l’atteggiamento di una Mente Lucida e Rilassata, è il focus della pratica.

“Dovremmo sapere che un grande movimento non è buono come un piccolo movimento, che un piccolo movimento non è buono come la quiete. Dovremmo sapere che solo la quiete è un movimento senza fine“ (Wang, 2005)

Mindfulness quindi è la presenza piena, intenzionale e consapevole al qui e ora degli aspetti della vita e quindi anche agli aspetti di fatica. Il lato oscuro della vita (il disagio, la sofferenza, il dolore) non possiamo evitarlo nè metterlo nel  cassetto e chiuderlo a chiave.
Mindfulness è l’invito a sospendere il giudizio immediato e lapidario per concederci di prolungare l’esplorazione; si intuisce come Mindfulness non è una pratica di rilassamento psico-corporeo, anzi, l’attenzione è di piena consapevolezza al momento presente, il tempo in cui possiamo gentilmente decidere e scegliere.

Uno degli aspetti più interessanti della pratica ci insegna a non respingere e a non negare la dimensione presente, seppure sofferta, ma a integrarla dentro di noi. Ecco che meditare Mindfulness significa abbracciare con consapevolezza tutti gli stati mentali, emotivi e corporei, mettendo in conto che soprattutto all’inizio non è facile dedicarvici e la pazienza è una delle risorse utili per vedere i benefici della pratica.

Imparare a fare spazio anche a ciò che non ci piace, che non avremmo mai voluto e che ci provoca sofferenza nell’immediato, è davvero una grande sfida che appare come un “impegno controcorrente”: scoprire che quel “nodo emotivo, disagio, fastidio, sofferenza” possiamo contattarlo, esplorarlo, accoglierlo e, paradossalmente, trovare le vie e i modi più efficaci per affrontarlo e gestirlo, è qualcosa che ci permette di alleggerirci dentro, attingendo in quel preciso istante, a intuizioni creative e mai considerate prima.

La Mindfulness è supportata da un’ampia ricerca scientifica

Numerosi studi sul programma terapeutico ufficiale Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR; Jon Kabat-Zinn, 1990) hanno dimostrato scientificamente significativi effetti positivi sul piano psico-fisiologico in età adulta (Geiger et al., 2016):

  • riduzione del senso di Distress (o stress negativo) percepito e dei sintomi di tipo ansioso-depressivo a cui fa seguito il miglioramento del funzionamento cognitivo, emozionale e fisico generale in persone affette da malattie oncologiche (Zhang et al., 2016; Victorson et al., 2016), dermatologiche (Montgomery et al., 2016), nei soggetti poliabusatori (Valls-Serrano et al., 2016) e negli individui affetti da dolore cronico (Zgierska et al., 2016);
  • riduzione del senso di Distress percepito e dei sintomi ansiosi e depressivi inteso come intervento di supporto non-farmacologico importante rivolto alle donne nel periodo perinatale (Lever Taylor et al., 2016).
  • miglioramento delle capacità cognitive quali attenzione sostenuta e concentrazione, memoria visuo-spaziale, working memory  (Jha et al., 2007; Chambers et al., 2008; Zeidan et al., 2010);
  • cambiamento in positivo della relazione che la persona ha con i propri pensieri (Greco & Hayes, 2008);
  • riduzione della sintomatologia clinica con significativo miglioramento della qualità di vita (Hayes et al., 1999; Bulli & Melli, 2010);
  • in età evolutiva esiti positivi su fattori sia cognitivi che emotivi (Napoli, Krech & Holley, 2009; Flook et al., 2010; Joyce et al., 2010; Schonert-Reichl & Lawlor, 2010; Wang et al., 2016).
  • riduzione nei caregivers del comportamento di harsh parenting (spesso responsabile dell’insorgenza di pattern disfunzionali di interazione) caratterizzato da ostilità e sentimenti negativi in risposta ai comportamenti di sfida dei bambini con ADHD (Lo e collaboratori, (2016).
  • aumento della resistenza allo Stress  e del Piacere di lavorare, incremento della Resilienza, intesa come la capacità di riorganizzazione positiva del proprio percorso di vita a dispetto di esperienze critiche che avrebbero potuto portare a esiti negativi),  (Roeser ed al. 2013; Santorelli, 2014; Harker et al., 2016).
  • riduzione dei  sintomi di burn out (ansietà e depressione) e  del livello di distress nei docenti con particolare riferimento ad alcune dimensioni della relazione: attenzione e presenza mentale, attitudini quali empatia, fiducia, calore, comprensione, accettazione, gentilezza, supporto positivo e incondizionato, coerenza tra insegnante e allievo, (Bohart, Elliott, Greenberg & Watson, 2002)
  • sviluppo dell’abilità nel mantenere il contatto con emozioni difficili anziché innescare modalità automatiche e inconsapevoli per evitare di sentirle (maggior riflessività e minor reattività) e la conseguente maggiore tolleranza per l’ambivalenza di emozioni e pensieri (Hennelly, 2011).
  • emersione di consapevolezza e di accettazione di sé (sospensione del giudizio, benevolenza e rispetto per i propri Confini e più chiara differenziazione Sè/Altri),  (Spackman e Yanchar, 2014; Osgood-Campbell, 2015).